Présentation de l’éditeur
Il controllo dei giudici sul potere delle pubbliche amministrazioni è tema cruciale del diritto amministrativo, oggetto di ampio dibattito scientifico sul piano mondiale. Il libro si concentra soprattutto sulla diversa intensità che tale controllo ha assunto nella storia e che presenta oggi, tenendo conto della dimensione comparata, sovranazionale e internazionale. Senza abbandonare i tecnicismi giuridici essenziali, si considerano i diversi fattori che influiscono sull’intensità del controllo: dagli assetti politico-istituzionali e costituzionali entro i quali si colloca l’intervento dei giudici all’importanza che assume la loro cultura e formazione, un aspetto essenziale ma trascurato negli studi giuridici dell’Europa continentale. Ne emerge che l’intensità del controllo del giudice sul potere amministrativo è stata ed è estremamente variabile, oscillando tra «deferenza» e «attivismo». Poiché la variabilità porta con sé un’elevata dose di imprevedibilità delle sentenze, si rende necessario un maggior equilibrio. Il libro prospetta possibili vie per raggiungerlo.
Marco D’Alberti è professore emerito di Diritto amministrativo alla Sapienza Università di Roma e giudice della Corte costituzionale. Per il Mulino ha pubblicato, tra l’altro, «Poteri pubblici, mercati e globalizzazione» (2008) e «Diritto amministrativo comparato. Mutamenti dei sistemi nazionali e contesto globale» (2019).
Sommaire
Premessa
Introduzione
I. Origini ed evoluzione
II. Il controllo giudiziale sull’istruttoria amministrativa
III. Il controllo sui principi. Virtù e limiti della proporzionalità
IV. Intensità variabile del controllo giudiziale. Tra «deferenza» e «attivismo»
Conclusioni. Necessità di un maggior equilibrio