La condizionalità come strumento di governo negli Stati compositi
Una comparazione tra Stati Uniti, Canada e Unione Europea
Baraggia Antonia.
Giappichelli fév. 2023 Università degli Studi di Milano. Facoltà di Giurisprudenza. Pubblicazioni del Dipartimento di Diritto pubblico italiano e sovranazionale 280 pages 40,00 €
9791221100396
La condizionalità come strumento di governo negli Stati compositi
Parution Droit constitutionnel Droit comparé Science politique 9791221100396 Giappichelli

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L’esercizio del potere pubblico sta subendo processi di trasformazione a livello globale. Dagli Stati Uniti all’Unione europea, dall’America Latina all’Asia, sempre di più la scena costituzionale è dominata da molteplici tensioni che vedono contrapporsi, senza apparente margine di composizione, visioni opposte riguardanti la tutela dei diritti fondamentali, il ruolo delle istituzioni rappresentative e del potere giudiziario, il rapporto tra globalizzazione e identità particolari e, in ultima analisi, la natura del rapporto tra autorità e libertà. Uno degli interrogativi che, sempre più frequentemente, impegna la scienza del diritto pubblico comparato riguarda la natura e le conseguenze dei mutamenti che interessano la ridefinizione dei contorni del potere pubblico e del suo esercizio in un contesto post-westfaliano caratterizzato da molteplici centri di produzione normativa, dentro e oltre lo Stato, e dall’emergere di paradigmi di esercizio del potere diversi dal classico potere autoritativo statale. In questa nuova costellazione costituzionale, in particolare, si assiste ad un frequente utilizzo della leva finanziaria come strumento di esercizio del potere anche in grado – nei sistemi compositi – di aggirare i vincoli posti dal riparto di competenze al fine di influenzare e, talvolta, etero-determinare le scelte di policies del livello di governo inferiore. Si assiste, in altri termini, all’affermarsi, in diversi contesti, del fenomeno della condizionalità.